Disabili, diritto allo studio?

13 Ottobre 2019

Riceviamo dalla  mamma di un ragazzo molto determinato nonostante le difficoltà.

Il primo pensiero che si è affacciato alla mente è: non escludono i ragazzi disabili…li eliminano per sfinimento.

“Sono la mamma di un ragazzo di 21 anni che sei anni fa ha avuto un grave incidente stradale nel quale ha subito una lesione spinale con la diagnosi di paraplegia incompleta.
Con tanto sacrificio è riuscito a finire gli studi conseguendo la maturità al liceo scientifico. Non ha perso la volontà di continuare a studiare per cercare di realizzare i suoi sogni. Durante l’ultimo anno del liceo ha valutato bene quale facoltà scegliere e preferendo le materie scientifiche ha optato per la facolta’ di ingegneria. Comincia ad informarsi e scopre che il Politecnico di Milano risulta essere il più idoneo per gli studenti disabili. Prendiamo l’appuntamento per parlare con “Multi-chance”, un team di persone che si prefigge ed ha come scopo di aiutare gli alunni come C., della assegnazione di un alloggio idoneo alle sue esigenze e cercare di risolvere ogni difficoltà come le barriere architettoniche che potrebbe trovare lungo il suo percorso universitario. In quella occasione si sono mostrati cordiali descrivendo l’università all’avanguardia e rassicurandolo che non avrebbe trovato alcun disagio.
Arriva il primo giorno di lezione (settembre 2017) e terminata la lezione avevamo l’appuntamento per fare il check-in nella residenza da noi richiesta (abitiamo a 200 Km da Milano), mio figlio si presenta alla reception e la loro risposta è immediata :” Noi qui per te non abbiamo il posto! Però potremmo ricavarlo usando una stanza singola abbinandole un bagno esterno.” ( Così C. Per fare la doccia si deve muovere in accappatoio in mezzo ai corridoi frequentati da altre persone) ovviamente rifiutiamo e torniamo negli uffici di Multi-chance, ed il personale si impegna per trovare una soluzione che però arriva dopo 3 giorni. Nel frattempo siamo stati ospitati a casa di amici. Il nuovo alloggio è vicino agli studi ed il bagno è arredato con tutti gli ausili necessari. C. finalmente può iniziare con grande entusiasmo il nuovo percorso che ben presto si trasforma in calvario. Tutti i giorni ha dovuto combattere con ascensori fuori uso, bagni chiusi a chiave e svariate barriere architettoniche per accedere alle diverse aule-laboratori.
L’anno passa e puntualmente si ripresenta il problema dell’alloggio poichè la struttura nella quale era ospite il primo anno non’è più convenzionata con il Politecnico. Gli promettono quindi una stanza in una residenza di nuova costruzione ma non essendo ultimati i lavori nell’attesa lo dirottano a Pero dalla parte opposta dove si svolgono lezioni con l’assicurazione che entro i primi di novembre sarebbe stato trasferito. Continuano a rimandare il trasloco e C. intanto ogni giorno per recarsi alle lezione con la sua automobile si fa più di 1 ora di traffico in andata e altrettanto al ritorno. Finalmente terminano i lavori, ma scopriamo che l’alloggio ed il bagno deve essere condiviso con altri 3 studenti. C. Si deprime, non conosce gli inquilini e non si sente a suo agio a vivere con estranei e dover loro raccontare i suoi problemi (a causa della sua patologia ha esigenze particolare che gli altri inquilini dovrebbero rispettare). A questo punto decide di fermarsi tutto l’anno scolastico a Pero ed affrontare ogni giorno il disagio che comporta ed inoltre non ha accesso ai laboratori obbligatori perché non raggiungibili con una carrozzina.
Altre promesse per il 3° anno (settembre 2019) appartamento nuovo nella “Casa dello studente Leonardo” questa volta con la cucina e vicino agli studi. C. è contento, finalmente si potrà anche preparare i pasti caldi e non le solite insalate e panini. Fissa l’appuntamento per il check-in il 10 settembre, l’appartamento che gli presentano è in condizioni indecenti. Il lavandino pieno d’acqua stagnante con “animaletti” morti, diversi oggetti personali dell’inquilino precedente e persino avanzi di cibo. Gli chiede di ripulirlo e che sarebbe tornato il 15 settembre, loro si scusano ed assicurano di farlo. Domenica torniamo alla residenza, gli oggetti lasciati dallo studente precedente non c’erano più ma tutto lo sporco era ancora lì. Per non fargli perdere giorni di lezione mi faccio coraggio e incomincio a ripulire l’alloggio, dopo 4 ore era in condizioni accettabili. Di notte C. si reca in cucina per bere un bicchiere d’acqua e trova la cucina invasa da scarafaggi, è notte ed è stanco non sa dove andare, si fa coraggio e trascorre la nottata tra mille paure con la luce accesa sperando che gli “ospiti indesiderati” non gli vadano vicino. La mattina successiva fatta la valigia ritorna a casa e perde la prima settimana di lezione. Dopo diversi reclami gli ripuliscono l’appartamento con la promessa di aver effettuato la disinfestazione, torniamo il 22 settembre, dopo aver spruzzato l’insetticida negli angoli della cucina gli scarafaggi incominciamo a girare per la stanza e di nuovo siamo costretti a rientrare a casa perdendo un’altra settimana di studi. C. è abbattuto ed intenzionato a lasciare l’università, in due anni ha tribolato il triplo degli altri studenti senza aver aiuto anzi spesso viene accusato di lamentarsi del nulla. Passano i giorni e riflettendo decide di non arrendersi, torna a Milano il 7 ottobre. Di notte ne scorge uno o due in giro per la cucina, chiude la porta e cerca di non pensarci anche perché un’altra soluzione non c’è.
Questa è la “migliore” università italiana e chissà quanti studenti hanno dovuto rinunciare agli studi per difficoltà analoghe.
Tutto questo considerando che lo studio come il lavoro dovrebbero essere dei diritti sanciti per Costituzione ma vengono alienati e calpestati quotidianamente anche per le persone che dovrebbero trovare sostegno ed aiuto.”

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