Corriere: “Noi disabili, cittadini invisibili”

18 Febbraio 2012

In questi giorni in televisione e sui giornali si susseguono notizie su  “falsi”  invalidi e soprattutto si sottolinea il costo sociale  dell’invalidità e dell’accompagnamento.  Nulla invece su quale siano le difficoltà della vita dei “veri”  disabili e delle loro famiglie e di quanto sia difficile  vedere  rispettati i propri diritti e ottenere pari opportunità.

Per questo riportiamo la lettera inviata da Pietro Barbieri,  Presidente FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap,  al Corriere  della Sera   che il 17 febbraio scorso ha dato rilievo  ai temi di maggiore gravità che riguardano milioni di persone con disabilità.

Assegno da pochi euro E c’è chi vuole tagliarlo
(…)Sono temi che investono la quotidianità e il futuro di milioni di famiglie e cittadini italiani, certo meno chiassose di molte lobby viste in azione in queste settimane, ma il cui vissuto e le cui prospettive non sono certo meno inquietanti(…) La disabilità e la non autosufficienza sono fattori di impoverimento dei singoli e delle famiglie: maggiori spese, minore capacità di produzione del reddito, minore accesso alle opportunità di impiego, rinuncia al lavoro e alla carriera da parte dei familiari che si dedicano all’assistenza. Riguarda le famiglie povere, i ceti medi, i più abbienti: impoverisce tutti (…)
Se a guidare questa revisione saranno ancora le vetuste logore logiche, sapientemente propalate dal precedente ministro dell’Economia, milioni di famiglie non avranno nulla di buono da attendersi. I nuovi criteri saranno mirati solo a far spendere meno allo Stato scaricando ulteriori costi sui nuclei, sui singoli, su chi cerca autonomia e dignità personale. Se le «autorevoli» tecniche di analisi saranno quelle di chi effettua i calcoli ad uso e consumo degli obiettivi di cassa, ancora una volta saranno considerati solo i costi dello Stato e non quelli delle famiglie.
Troppo diffusamente in questi giorni si ipotizza di considerare le pensioni agli invalidi e gli assegni sociali come se fossero un reddito, al pari delle rendite finanziarie: tassare l’assistenza. Troppo spesso, più soffusamente, si diffonde il convincimento, anche da parte di insospettabili, che bisogna stringere sull’indennità si accompagnamento (490 euro al mese): oltre a non essere in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita, bisognerà dimostrare pure di essere indigenti e che la propria famiglia sia alla miseria. Scenari tutt’altro che rassicuranti per quella che è un’emergenza nazionale a cui il movimento delle persone con disabilità tenterà in tutti i modi di opporsi, ben sapendo che è in gioco il futuro, l’inclusione o la reclusione, la miseria o la dignitosa sopravvivenza. La «disabilità» non è una lobby: è una condizione che attraversa in orizzontale, in verticale, e pure in diagonale, la nostra collettività. Che non ha bisogno di carità, pietà, elemosina e forse nemmanco di solidarietà, ma di diritti certi e opportunità al pari degli altri.
Pietro Barbieri
Presidente FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
17 febbraio 2012

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La nostra vita da disabili invisibili – Corriere.it

Le lettere – Corriere.it

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