Rapporti internazionali

La solidarietà e i diritti non hanno confini e il ruolo di un’associazione di famiglie con figli disabili deve, secondo noi, avere occhi e orecchie anche per realtà in cui dei genitori stanno lottando per ottenere diritti che da noi sono già acquisiti, almeno sulla carta, da tempo.

Ecco perchè la Fa.Ce. ha attivato collaborazioni e gemellaggi con altre associazioni estere di disabili e loro famigliari.

Il gemellaggio con il Centro Speranza di Chisinãu in Moldova.
Reggio Emilia è gemellata con Chisinãu, capitale della Moldova.
Nell’ambito delle iniziative di gemellaggio, circa un anno fa, vennero a Reggio dei genitori e degli operatori dell’unica struttura per disabili della Moldova, il Centro Speranza. Da allora è iniziato un rapporto di amicizia con la Fa.Ce. di Reggio che si è concretizzato in un vero e proprio gemellaggio, reso possibile anche grazie all’Associazione Amici dei Bambini – AiBi e, in particolare, al volontario espatriato AiBi Lorenzo Marfisi, che vive da diversi anni proprio a Chisinãu.
La mamma che dirige il centro si chiama Lucia Gavrilita ed è una persona veramente speciale, che ha saputo reagire, come solo i genitori sanno fare, di fronte alle avversità della vita e ad una cultura ancora lontana dall’integrazione sociale del disabile.
In 4 anni, grazie a finanziamenti europei e di privati, hanno creato una struttura all’avanguardia, che rappresenta un punto di riferimento anche per i paesi limitrofi della Moldova.
Per questo la Fa.Ce. di Reggio ha deciso di aiutare il Centro Speranza e di essere aiutata da quei genitori che, nonostante la situazione in Moldova sia molto peggiore della nostra, sanno stringere i denti e conquistare spazi di vita per loro e i loro figli.

Luglio 2004: seminario internazionale a Bucarest sulle associazioni di genitori.
Il Seminario ”Insieme per i nostri figli” aveva come obiettivo principale quello di mettere a confronto diverse realtà associative dei paesi del sud-est dell’Europa (Romania, Moldova, Macedonia, Albania, Serbia, Montenegro) con associazioni di genitori e professionisti di Francia (ARIMC – Association Regionale Rhones Alpes des Infirmes Moteurs Cerebraux e APF – Association des Paralyses des France) e Italia (Fa.Ce. – Famiglie Cerebrolesi).
La riflessione è partita dalle difficoltà che incontrano i paesi ex-comunisti, sia dal punto di vista sociale che economico, nei processi di integrazione dei bambini e giovani disabili: l’integrazione scolastica è ancora un fatto assolutamente occasionale e i servizi offerti alle famiglie con figli disabili non sono assolutamente adeguati alle necessità delle famiglie. Ancora oggi la risposta di diversi Stati alla disabilità fisica, anche lieve, è rappresentata da istituti – assolutamente non paragonabili a quelli esistenti nell’Europa dell’ovest – dove i concetti di integrazione sociale risultano vere e proprie utopie.
Ma anche in questi Stati vi sono segnali molto interessanti di cambiamento: alcune nazioni stanno sperimentando l’integrazione scolastica di bambini con disabilità fisica e si stanno moltiplicando i centri diurni – spesso gestiti dalle stesse organizzazioni di genitori e da professionisti – che consentono la permanenza in casa dei figli.
Valori quali dignità di vita, inclusione sociale, diritto di cittadinanza si stanno facendo largo anche nell’est europeo e i vari governi faticano sempre più a mantenere un atteggiamento di indifferenza verso queste richieste.
Riconoscendo il ruolo attivo e propositivo delle organizzazioni di genitori a favore della promozione dei diritti umani delle persone con disabilità nella società balcanica, il seminario ha voluto creare un contatto fra associazioni dell’Europa dell’est e dell’ovest per uno scambio di esperienze e di informazioni – organizzative e legislative – per analizzare le differenze di ruolo e missione nei diversi paesi e per promuovere le cosiddette “buone pratiche e le azioni sostenibili”.
Proprio questi positivi segnali sono stati alla base del confronto fra le associazioni di famigliari e professionisti presenti al seminario.

Dal sito Ai.Bi http://www.aibi.it/:

Appena tornati da Reggio Emilia
Le pratiche positive italiane di integrazione scolastica dei bambini disabili saranno implementate anche in Moldova
Martedì, 19 aprile, si è conclusa la visita di lavoro in Italia degli specialisti moldavi coinvolti nel processo di integrazione scolastica dei bambini disabili. Questa visita è stata organizzata dall’Associazione Amici dei Bambini in collaborazione con l’Associazione Fa.Ce – Famiglie Cerebrolesi, Municipalità di Reggio Emilia e il Centro Diurno „Speranta” nell’ambito del progetto “Programma di sostegno sociale e sanitario alle famiglie con bambini affetti da paralisi cerebrale”.
Il gruppo dei partecipanti era formato da rappresentanti del Centro Diurno “Speranta”, della Municipalità di Chisinau, del Dipartimento Educazione, insegnanti, medici. Durante il corso che è durato 10 giorni e si è svolto a Reggio Emilia, il gruppo ha avuto vari incontri con gli assessori all’istruzione, specialisti delle AUSL, insegnanti e direttori di scuola, genitori ecc., i quali hanno presentato il processo di integrazione scolastica dei bambini disabili in Italia, il quadro legislativo ecc.
Oltre ai corsi formativi, i partecipanti hanno avuto la possibilità di visitare varie scuole, asili, per poter osservare l’integrazione scolastica di tali bambini.
Dopo il rientro in Moldova, il gruppo si riunirà di nuovo per decidere insieme i prossimi passi da fare in questa direzione.
Un primo passo deciso è la pubblicazione, nel bollettino informativo “Genitori per Genitori”, di un gran numero di materiali che trattano il tema dell’integrazione scolastica dei bambini disabili in Italia. Sono stati già presi i contatti con alcune persone dall’Italia che scriveranno tali articoli, ma anche il gruppo moldavo sarà coinvolto nella stesura del detto materiale. Oltre al belletino informativo, il gruppo italiano sarà impegnato nella stesura di un report più dettagliato che descriverà tutti gli argomenti trattati nell’ambito della visita a Reggio Emilia.

Nicu Ciocan
Operatore SAD
Centro Diurno Speranta